I tecnici hanno concluso il lavoro per conto del ministero delle Infrastrutture. I fabbricati saranno catalogati in sei classi in base al grado di rischio

FOTO.Ilgiornaledella protezionecivile.it
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Le linee guida per la classificazione sismica degli edifici sono pronte. Il lavoro dei tecnici, realizzato per conto del ministero delle Infrastrutture, ha messo a punto un sistema di catalogazione dei fabbricati che consentirà di fotografare immediatamente qual è il grado di rischio in caso di terremoto. Un po’ come avviene oggi per la certificazione energetica, con lettere che vanno dalla A alla F. Ora che il documento in bozza è sul tavolo del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio si aprono due strade. Potranno essere utilizzate come un semplice strumento tecnico volontario, che servirà soprattutto per aiutare i soggetti pubblici e privati a fare valutazioni sul proprio patrimonio. Ma c’è una seconda ipotesi, decisamente più ambiziosa: collegare le linee guida agli incentivi fiscali per le operazioni di miglioramento antisismico.

La novità viene analizzata da Pietro Baratono, provveditore alle Opere pubbliche in Lombardia ed Emilia Romagna e coordinatore del gruppo di lavoro che ha pensato le linee guida: «La premessa è che sarà il ministro a decidere cosa fare dalle classificazione. Detto questo, l’obiettivo da cui siamo partiti era creare un oggetto tecnico che consentisse di operare una valutazione tecnico economica degli investimenti da fare. Non si tratta di una norma tecnica, non c’è nessun collegamento con le Ntc. Si tratta di uno strumento di pianificazione sia privata che pubblica». Al centro di tutto c’è il concetto di Expected annual loss, il costo medio annuo da sostenere per riparare i danni e coprire le perdite causate da eventi sismici: in una struttura efficiente questo costo è trascurabile, nelle strutture più vecchie tende a salire, fino al momento in cui può essere più conveniente demolire e ricostruire i fabbricati.

Sei classi di rischio: dalla “A” alla “F”
Le linee guida introducono sei classi, dalla A alla F. «In termini molto semplificati – spiega Baratono –, la classificazione serve a definire quando un edificio ha un rischio sismico più elevato, in funzione della sua capacità di non danneggiarsi troppo nel corso di un terremoto». Tutto è partito dalla questione delle detrazioni fiscali, perché c’era l’esigenza di creare una strumentazione tecnica in grado di consentire la misurazione dei miglioramenti antisismici. «All’inizio era quello il tema principale – dice ancora il provveditore -, ma poi ci siamo resi conto che gli utilizzi potevano essere molti altri. La classificazione può essere uno strumento che consentirà di aiutare a mitigare il rischio di un patrimonio edilizio vulnerabile, risparmiando i tre miliardi all’anno che lo Stato paga per il ripristino dopo eventi calamitosi».

A frutto il lavoro dell’associazione di ingegneria sismica italiana
Al lavoro di preparazione del documento ha partecipato anche Ingegneria sismica italiana, associazione che riunisce i diversi attori che operano nel settore del contrasto ai terremoti nel nostro paese. «La classificazione parte anche da un manifesto che abbiamo presentato del 2013 e che puntava a individuare un sistema che evitasse di attribuire gli incentivi in questo settore a pioggia. Bisognava pensare un meccanismo in tutto simile a quello del risparmio energetico. Finalmente abbiamo chiuso il lavoro tecnico, portandolo sul tavolo del ministro», racconta Paolo Segala, coordinatore della sezione software di Isi.
Adesso Delrio ha sostanzialmente due alternative. La prima è usare le linee guida come uno strumento volontario di programmazione. La seconda – decisamente più affascinante – è legarle a un meccanismo di incentivazione. «Ad esempio, il contributo potrebbe essere rilasciato qualora i lavori di miglioramento sismico permettano al fabbricato di migliorare almeno di una classe», dice il presidente di Isi Luca Ferrari. Che aggiunge: «Tra le ulteriori conseguenze positive della classificazione appaiono evidenti le possibilità di effettuare scelte razionali tra i vari interventi di miglioramento sismico, che permetterebbero cambiamenti di classe, di avere una base razionale per la stima del premio assicurativo e di quantificare l’aumento di valore dell’immobile a seguito di un intervento di miglioramento».

FONTE: EDILIZIA E TERRITORIO, ILSOLE24ORE

VEDI ANCHE : ISI

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